La crisi economica sta producendo nella nostra provincia un aumento esponenziale del ricorso alla cassa integrazione, che conduce ad evidenti drammaticità sociali destinate ad aumentare nei prossimi mesi.
Le cause di questa situazione sono da ricercarsi nella crisi di un modello di sviluppo neoliberista che negli ultimi anni ha tolto ogni dignità al mondo del lavoro dove, in nome della flessibilità, si sono cancellati diritti fondamentali dei lavoratori, i salari hanno subito una rapida erosione e i contratti sono divenuti sempre più precari e incerti.
L’atteggiamento del governo nazionale e regionale, evidenziato dalle proposte sulla legge finanziaria, si è caratterizzato per il fatto di ripercorrere le stesse strade che hanno portato alla crisi, si utilizzano i soldi pubblici per ripianare i debiti delle banche e delle istituzioni finanziarie e si taglia, ancora una volta, lo stato sociale.
La Giunta Tondo non si è purtroppo sottratta da tale logica, basti guardare alla natura della “legge anticrisi regionale” con cui si sono destinati oltre 400 milioni di euro pressoché integralmente al sistema del credito alle imprese, senza introdurre nessun vincolo per le medesime, con il rischio, neppure tanto improbabile, che essi vengano utilizzati per ristrutturare, delocalizzare, tagliare “rami secchi” buttando, nei fatti, benzina sul fuoco alla crisi distruggendo ulteriormente le possibilità di futuro del nostro territorio.
Crediamo che sia necessario e urgente un cambio netto di prospettiva che metta al centro un nuovo sistema di sviluppo a partire dalla difesa del nostro sistema produttivo, dei diritti del mondo del lavoro e della sostenibilità ambientale.
E’ per questo che abbiamo presentato a livello regionale una proposta di legge che, se approvata, introdurrebbe meccanismi utili per contrastare il fenomeno delle delocalizzazioni attraverso l’inserimento di vincoli per l’accesso ai contributi pubblici da parte delle aziende, nello specifico a partire dalla garanzia di rimanere sul territorio regionale per un numero minimo di anni e di assicurare condizioni contrattuali dignitose e il rispetto dei criteri di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Su tale legge, già depositata in Consiglio Regionale, abbiamo deciso da subito di dare vita ad una raccolta firme che si articolerà nei diversi territori che crediamo possa trovare la condivisione e il supporto dei cittadini della nostra regione.
Il Segretario Provinciale PRC –SE
Carmelo Seracusa
|